Quasi 2 mesi il nostro (Io e Vera) tempo a disposizione: tanta voglia di arrampicare ed esplorare il magnifico sud-ovest degli Stati Uniti (Nevada-Utah-Arizona-California) vivendo perlopiù alla giornata e alla motivazione del momento.

L’arrampicata è prevalentemente in fessura, cosa già abbastanza inusuale per noi Europei, ma non per questo monotona. Le dimensioni variano da stretti incastri di dita a piacevoli fessure “di mano” fino alarghi e sgradevoli “off-with”, “squeeze” e camini (dove l’intero corpo viene gradualmente usato come mezzo di incastro, fino a scomparire completamente nella parete). La roccia poi varia da un  arenaria morbida e priva di aderenza (Indian Creek, Zion) ad un granito ruvido (Joshua Tree) o estremamente levigato e scivoloso come nella parte bassa di El Capitan (Yosemite).

Le grandi vie da ricordare sono sicuramente Space Shot (Zion/5.13a): una fessura “splitter” fantastica gemella della più famosa Moonlight Buttress e Salathe/Freerider (Yosemite/C2-5.12d): classica di El Capitan e lunga 35 tiri (!), fessure fantastiche e “squeeze” impegnativi e un saccone pesante da portarsi sù…. Ma come spesso succede non sono state le vie famose e i grandi nomi a richiedere il maggior impegno, tante altre giornate sono state ugualmente indimenticabili e ci hanno regalato grandi emozioni e alcuni grattacapi (per esempio su certi tiri di artificiale difficili da proteggere o certi avvicinamenti particolarmente lunghi e “ragliosi”).

La natura dei grandi parchi nazionali (Yosemite NP, Zion NP, Joshua Tree NP, Canyonlands NP) ha fatto da cornice a quasi tutte le nostre scalate e buona parte dei giorni di riposo. Da non perdere è anche una visita al pacifico a sud di Monterey (Big-Sur).

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